Una storia alpina: L’origine del rifugio Paradiso.
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Sono trascorsi ormai quasi vent’anni dall’inaugurazione del rifugio Paradiso che si svolse il 25 giugno del 1995, all’insegna di musica e canti alpini. Nonostante sia passato del tempo non sono sbiaditi gli intenti che gli alpini si erano ambiziosamente proposti di raggiungere.
L’idea era scaturita dalla necessità del gruppo alpini di Casto, fondato nel 1955, di trovare una sede e un centro che permettessero agli alpini e ai loro sostenitori di trascorrere momenti di aggregazione costruttiva. Quest’esigenza venne percepita già dal capogruppo alpino Gian Pietro Casella, il quale ottenne una sistemazione per la sede nello stabile che aveva ospitato il municipio. In quegli anni il gruppo alpini si era spinto più in là cercando di acquistare la malga Regazzina con l’intento di trasformarla in un rifugio alpino al servizio della comunità. Le trattative purtroppo fallirono, ma un seme era stato gettato.
Negli anni seguenti, il gruppo alpini, sotto la guida dell’alpino Claudio Bianchi, oltre ad ottenere la costruzione del monumento ai Caduti di tutte le guerre, ricevette in dotazione dal Comune di Casto la piana sottostante la malga Regazzina. Il luogo era dimenticato da molti, tranne da coloro che vi trascorsero l’infanzia tra pastorizia e raccolta di legna da ardere. Il lotto era raggiungibile tramite piccoli sentieri di montagna, ma la via più breve era costituita dalla gola scavata dal torrente Pisòt, la quale, per essere comodamente percorribile, necessitava di passerelle che erano già state realizzate sotto la guida di Casella, ma che erano state travolte da una piena. I nuovi ponticelli vennero da subito costruiti grazie all’infaticabile volontariato alpino che utilizzò del legname generosamente offerto da privati e che venne supportato da alcune aziende locali. Il rifugio venne ricavato dall’affiancamento di due casette prefabbricate che avevano ospitato i terremotati della città di Gemona del Friuli. Il rifugio ospitò da subito due eventi che assunsero cadenza annuale: la “festa degli alberi” e la “festa degli alpini”. Il gruppo era allora attivo anche in paese, dove aveva realizzato il recinto della scuola materna e s’impegnava nella pulizia dei fiumi.
Nel 2006, sotto la guida dell’alpino Emilio Salvadori nel gruppo alpini di Casto confluirono tutti gli alpini del Savallo, vennero realizzate le prime passerelle del neonato Parco delle fucine e ripuliti alcuni sentieri. Il lavoro di sistemazione delle aree limitrofe al rifugio Paradiso fu possibile grazie alla tenacia di alcuni giovani volontari che spesero alcuni fine-settimana nella gola del Pisòt carichi di sacchi di cemento da mezzo quintale. L’ “Operazione Valchiese” contribuì all’opera.
Nel 2010, sotto la reggenza del capogruppo alpino Roberto Rossetti, che con i suoi collaboratori rese possibile l’indimenticabile Adunata sezionale, il rifugio ottenne un’organizzazione che permise l’apertura settimanale.
Come arrivare
A piedi dal chiosco del parco delle fucine o dai piani di lo a Bione
Almost twenty years have passed since the inauguration of Rifugio Paradiso, which took place on June 25, 1995, marked by music and alpine songs. Despite the passage of time, the ambitious goals set by the Alpine group have not faded.
The idea originated from the need of the Casto Alpine Group, founded in 1955, to find a headquarters and a center where the Alpines and their supporters could gather for constructive moments of togetherness. This need was perceived by the Alpine leader Gian Pietro Casella, who arranged for the group’s headquarters to be set up in the building that had previously housed the municipality. During those years, the group pushed further, trying to purchase the Malga Regazzina with the aim of transforming it into an alpine refuge to serve the community. Unfortunately, the negotiations failed, but a seed had been planted.
In the following years, under the guidance of alpine Claudio Bianchi, the group, in addition to obtaining the construction of the monument to the Fallen of all wars, was given by the Municipality of Casto the land below Malga Regazzina. This area was forgotten by many, except those who had spent their childhood there, engaged in activities like pastoralism and firewood collection. The lot could be reached via small mountain trails, but the shortest route was through the gorge carved by the Pisòt Stream, which, to be easily passable, required bridges that had already been built under Casella’s leadership but were swept away by a flood. The new bridges were immediately constructed thanks to the tireless volunteer efforts of the Alpines, who used timber generously donated by private individuals and supported by several local companies.
The refuge was created by joining two prefabricated houses that had previously hosted people displaced by the Gemona earthquake in Friuli. The refuge immediately hosted two events that became annual traditions: the “Festa degli Alberi” (Tree Festival) and the “Festa degli Alpini” (Alpine Festival). The group was also active in the village, where they built the kindergarten’s fence and worked on cleaning the rivers.
In 2006, under the leadership of Alpine Emilio Salvadori, the Casto Alpine Group merged with all the Alpines from Savallo, and the first bridges of the newly created Parco delle Fucine were constructed, along with the clearing of some trails. The work to arrange the areas around Rifugio Paradiso was made possible thanks to the perseverance of some young volunteers who spent several weekends in the Pisòt Gorge carrying 50-kilogram bags of cement. The “Operazione Valchiese” contributed to this work.
In 2010, under the leadership of Alpine leader Roberto Rossetti, who and his collaborators made the unforgettable Adunata Sezionale possible, the refuge achieved an organization that allowed for weekly openings.
How to Get There
On foot from the Kiosk of Parco delle Fucine or from the Piani di Lo in Bione.
Es sind nun fast zwanzig Jahre vergangen seit der Eröffnung der Rifugio Paradiso am 25. Juni 1995, die mit Musik und alpinen Gesängen gefeiert wurde. Trotz der verstrichenen Zeit sind die ursprünglichen Ziele, die sich die Alpini mit Ehrgeiz gesetzt hatten, nicht verblasst.
Die Idee entstand aus der Notwendigkeit der Alpini-Gruppe von Casto, die 1955 gegründet wurde, einen Sitz und ein Zentrum zu finden, das es den Alpini und ihren Unterstützern ermöglichte, Momente der gemeinschaftlichen Zusammenkunft zu verbringen. Diese Notwendigkeit wurde bereits vom Gruppenleiter Gian Pietro Casella erkannt, der eine Unterkunft im Gebäude organisierte, das früher das Rathaus beherbergte. In diesen Jahren versuchte die Alpini-Gruppe, die Malga Regazzina zu kaufen, mit der Absicht, sie in eine Alpenhütte für die Gemeinschaft umzuwandeln. Leider scheiterten die Verhandlungen, aber der Samen war gesät.
In den folgenden Jahren erhielt die Alpini-Gruppe unter der Führung des Alpini Claudio Bianchi, zusätzlich zum Bau des Denkmals für die Gefallenen aller Kriege, vom Gemeindeverwaltung von Casto das Land unterhalb der Malga Regazzina. Der Ort war von vielen vergessen, außer von denen, die ihre Kindheit dort zwischen Viehzucht und Holzernte verbrachten. Das Grundstück war über kleine Bergpfade erreichbar, aber der kürzeste Weg führte durch die Schlucht des Baches Pisòt, der bequem begehbar gemacht werden musste. Zu diesem Zweck wurden Brücken gebaut, die unter der Führung von Casella bereits realisiert worden waren, aber von einer Flut mitgerissen wurden. Die neuen Brücken wurden sofort durch den unermüdlichen freiwilligen Einsatz der Alpini gebaut, die großzügig Holz von privaten Spendern erhielten und Unterstützung von einigen lokalen Unternehmen erhielten. Die Hütte wurde durch das Aneinanderreihen von zwei Fertighäusern erbaut, die ursprünglich die Erdbebenopfer aus der Stadt Gemona del Friuli beherbergten. Die Hütte war sofort Gastgeber von zwei Veranstaltungen, die nun jährlich wiederholt werden: das „Fest der Bäume“ und das „Fest der Alpini“. Die Gruppe war auch im Dorf aktiv, wo sie den Zaun des Kindergartens errichtete und sich um die Reinigung der Flüsse kümmerte.
Im Jahr 2006, unter der Leitung des Alpini Emilio Salvadori, vereinigte sich die gesamte Alpini-Gruppe von Savallo mit der Gruppe von Casto, es wurden die ersten Brücken des neu gegründeten Parco delle Fucine gebaut und einige Pfade gesäubert. Die Arbeit an der Verbesserung der Gebiete rund um die Rifugio Paradiso war dank des Durchhaltevermögens einiger junger Freiwilliger möglich, die an einigen Wochenenden mit Säcken von 50 kg Zement in die Schlucht des Pisòt gingen. Die „Operazione Valchiese“ trug zur Arbeit bei.
2010, unter der Führung des Gruppenleiters Roberto Rossetti, der zusammen mit seinen Mitarbeitern die unvergessliche Adunata Sezionale ermöglichte, wurde die Hütte mit einer Organisation ausgestattet, die eine wöchentliche Öffnung ermöglichte.
Anfahrt
Zu Fuß vom Kiosk im Parco delle Fucine oder von Piani di Lo in Bione
